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Lo studio per
una vettura di piccole dimensioni, che sostituisse nelle famiglie Italiane
del dopoguerra il ruolo della Vespa, era stato intrapreso sin nel 1952,
quando gli ingegneri della FIAT, capeggiati dall'Ingegnere Dante
Giacosa, ripresero in mano alcuni progetti di prima della guerra
e cominciarono a svilupparne di nuovi. Lo spunto decisivo lo diede un disegno
inviato all'ing.Giacosa, da un tecnico della Deutsche FIAT. Questi presentò
un disegno di una microvettura spinta da un motore a due tempi di derivazione
motociclistica. Il motore fu scartato perché non rispondeva ai canoni
della FIAT in fatto di economia e durata, ma la carrozzeria fu giudicata
positivamente.
1957, presentazione della "FIAT nuova 500" La presentazione
della nuova vettura della FIAT, avvenne nel luglio del 1957. La vettura
aveva la carrozzeria portante, il tetto apribile fino al cofano posteriore,
un eccezionale accessibilità. Le dimensioni erano minime, alta 1,33
m, larga 1,32 m. e lunga 2.97 m. era una delle vetture più piccole.
Le sospensioni e lo sterzo sono stati presi dalla 600, i freni erano idraulici
con ganasce autocentranti (novità per l'epoca). L'impianto elettrico
era a 12V con dinamo da 180W, comandata da cinghia. Il comando d'accensione
era costituito da una levetta posta tra i sedili anteriori, accanto a quello
dello starter.
Il motore a
2 cilindri, 4 tempi era posizionato posteriormente era in blocco con il
cambio e il differenziale Aveva il basamento in alluminio, i cilindri in
ghisa e testa in alluminio. La cilindrata era di 479 cc. La distribuzione
era a albero a camme nel basamento comandato da catena, con aste e bilancieri,
valvole in testa inclinate di 12°. L'alimentazione veniva fornita da
un carburatore invertito dotato di starter per l'avviamento a freddo. Il
raffreddamento era ad aria forzate, aria che veniva prelevata attraverso
un a griglia alla base dell'lunotto e convogliata attraverso un tubo di
grosso diametro al ventilatore comandato dalla cinghia che azionava la
dinamo. L'aria di raffreddamento lambiva l'alettatura dei cilindri e la
coppa dell'olio.
Le FIAT 500 Sport Per dare un
ulteriore mano al successo della nuova vettura, alla FIAT si pensò
di realizzare una versione sportiva della 500, da far gareggiare nei campionati
dedicati a vetture di piccole dimensioni. La realizzazione di questa versione,
fu affidata alla Abarth di Torino. La FIAT però non era ancora soddisfatta
e realizzò per conto proprio una versione sportiva. Nacque così
la Sport.
La nuova versione
riprendeva i canoni della Normale ed era disponibile in due versioni la
berlina e la tetto apribile. L'unica differenza tra questi due modelli,
era la presenza sulla Tetto apribile del tettuccio in tela della Normale,
mentre la berlina offriva un tetto interamente in lamiera. Oltre a questo
la Sport si distingueva per la presenza di una banda rossa lungo la fiancata
e dai cerchi verniciati anche loro di rosso.
Nel 1959, in occasione del del salone di Ginevra, la FIAT si presento con una 500, che finalmente presentava due posti posteriori veri.
1960: Nuova 500 D La vera svolta
per la Fiat 500, viene dalla presentazione nel 1960 della Nuova 500 D.
Le modifiche introdotte su questo modello, furono il nuovo serbatoio (simile
alla 600), la possibilità di aumentare lo spazio per i bagagli abbattendo
lo schienale del sedile posteriore, nuovi pomelli di avviamento e starter
sul tunnel (il metallo e plastica anziché tutti in metallo). Il
motore divento il modello 110 D.000 con cilindrata di 499,5 cc, la stessa
della Sport, ma la potenza aumento di 1 CV. Ora la 500 era una vera automobile,
con spazio per 4 persone, più posto per i bagagli, con un motore
più elastico e scattante.
Successivamente la Fiat aggiunse alla dotazione di bordo le alette parasole, il posacenere al centro della plancia, il lavavetro, la luce di cortesia ad accensione automatica (1961), tergicristalli a ritorno automatico (1964).
La Giardiniera Nel 1960, il
rimpianto degli artigiani e dei commercianti per la Belvedere, indusse
la Fiat a studiare e a presentare una giardinetta su base 500. Usci così
la 500 Giardiniera.
La vera innovazione era il motore, sempre bicilindrico raffreddato ad aria, rovesciato su un lato. Questo permise di ottenere un piano di carico perfettamente livellato, mentre per allineare a questo lo schienale ribaltato del sedile posteriore, fu tolta un po di imbottitura dal sedile stesso.
Nel 1965 la
Fiat presentò la versione F della nuova 500. La differenza più
evidente erano le portiere incernierate anteriormente e non più
posteriormente, ma anche altre erano le differenze. Vennero eliminarti
tutti i fregi in metallo lucido, il semitetto che copriva i posti posteriori
nono era più avvitato ai montanti ma era un pezzo unico, il parabrezza
era più grande, furono addottati i fari a fasci asimmetrico, fu
modificata la chiusura del tetto (ora a un gancio invece di due), si semplificarono
i comandi.
La mascherina anteriore non era più tutta d'un pezzo ma formata da tre pezzi, i copricerchi erano in acciaio e non in alluminio, cambiarono i fanalini anteriori e quelli posteriori. Tra i particolari nascosti, il serbatoio diventò più grande, si irrobustirono le sospensioni, i semiassi, si sostituì il reggispinta della frizione con un cuscinetto a sfere al posto del anello in grafite. Nel corso degli anni poi alcuni particolari furono sostituiti (probabilmente si esaurivano le scorte di parti della D), così il fanalino protragga diventò di plastica e la griglia della presa d'aria alla base del lunotto non aveva più cinque viti di fissaggio ma tre occultate tra le feritoie della griglia stessa.
1968: 500 L Nel 1968 nacque
la 500L. In quel anno la Fiat cambio anche lo stemma, passando al stemma
romboidale; da notare che con l'uso di questo stemma, la 500 non era più
"nuova" ma semplicemente 500. All'esterno la L si distingueva dalla F per
alcuni particolari cromati sui gocciolatoi e sulle guarnizioni dei vetri,
ma soprattutto dalla presenza dei famosi "tubi" sui paraurti. All'interno
si trovava il nuovo cruscotto, simile a quello della 850. I sedili erano
reclinabili, c'erano le tasche sulle porte e il pavimento era rivestito
in moquette.
Nel 1971 venne presentata la ultima versione della 500, la R. Allora la Fiat si rendeva conto, che questo modello non poteva più essere rinnovato, ma che bisognava cambiare completamente. Usci così la R modello destinato a terminare la storia della 500. La R riprendeva i canoni stilistici della F per quando riguarda l'estetica, meccanicamente furono introdotti il motore (110.005) e il cambio che avrebbero equipaggiato poi la 126. Della 126 la R montava anche i cerchi, che non avevano più i copricerchi. Così, nel 1975 l'ultima 500 lasciò gli stabilimenti della SICILFIAT.
Le 500 veloci, Giannini e Abarth
La storia delle 500 veloci, è una storia a sé. La 500 si
prestò a moltissime elaborazioni per le competizioni, sia dalla
casa madre con la Sport, sia dai moltissimi preparatori artigianali, sia
dai grossi preparatori come Abarth e Giannini. Mentre gli artigiani producevano
modelli unici, Abarth e Giannini producevano vetture in piccola serie.
La Abarth presento
la sua prima 500 elaborate già nel 1957. Nel 1963 presento la 595,
vettura destinata a diventare famosa tra gli appassionati e tra quelli
che di competizioni non si intendevano. Evidenti erano le differenze estetiche
tra queste vetture e quelle normali. Uscirono poi le versioni SS molto
più spinte, fino ad arrivare alla 695.
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